Lasciata Ortigia la strada è pianeggiante, immersa nel contesto rurale, conduce in breve nuovamente sul mare, prima selvaggio poi attrezzato.

La prima città che si raggiunge passato il ponte sul fiume Cassibile è Avola: l’ingresso in paese avviene lungo una strada trafficata e anche nelle vie del centro storico il traffico motorizzato è costante. La città è comunque piccola ed in breve la si lascia alle spalle ritrovando strade meno trafficate che tra campi di mandorli accompagnano nella non impegnativa salita fino a Noto. Attenzione: come anche ad Avola, il selciato del centro storico di Noto risulta insidioso per le biciclette, sopratutto, ma non solo, se umido. Noto poi contrariamente ad Avola è arroccata su di un colle, dunque le discese del centro possono tendere trappole: il traffico più calmo rispetto ad Avola aiuta. All’occorrenza si suggerisce di scendere dalla sella e condurre la bicicletta a mano lungo i marciapiedi.

Scesi da Noto, un lungo rettilineo costeggia la riserva orientata di Vendicari: diverse le traverse sulla sinistra per raggiungere l’oasi.

Deviando a sinistra si lascia la SP19 e si riconquista il mare attraversando Marzamemi prima e poi con un panorama mozzafiato Porto Palo di Capo Passero. Si continua sempre con scorci di mare suggestivi e continue possibilità di guadagnare la spiaggia in contesti non antropizzati.

Rientrando di poco nell’entroterra si percorrono strade di campagna che costeggiano le grandi coltivazioni caratteristiche della zona di Pachino, con antichi casolari fatiscenti che colpiscono in mezzo a tante serre.

Il rettilineo lungomare che accompagna a Pozzallo sembra magico, sopratutto nel tratto iniziale e se percorso al tramonto.

La salita finale per raggiungere Masseria Cianciò è di alcuni chilometri con un dislivello di un centinaio di metri da non sottovalutare se si è a fine tappa. Attenzione alla strada, il primo tratto è trafficato, mentre l’ingresso alla Masseria è sterrato.

Tappa lunga (poco meno di 110 chilometri) praticamente tuta senza ombra ma senza particolare dislivello, fatta eccezione per la salita a Noto e gli ultimi cinque chilometri per Masseria Cianciò. Strade in buono stato, ma attenzione al selciato del centro storico di Avola e Noto.

Costante della tappa è il panorama sul mare.

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