Partiti da Donna Franca il panorama spazia sulle lontane Egadi e sul mare. Strade secondarie accompagnano a Marsala, che si approccia da nord, sul lungomare Boeo, e si costeggia restando sempre adiacenti al mare. Le strade sono complessivamente in buone condizioni e non troppo trafficate. Per quanto possibile restiamo sempre al fianco del mare, giungendo a punta Sibiliana: qui la strada asfaltata si interrompe, ma è possibile proseguire su strade sterrate molto ben battute, usate anche dai residenti per spostarsi in automobile lungo il mare.

Il percorso sterrato, ripetiamo, praticabile con qualsiasi tipo di bicicletta e lungo qualche chilometro, regala una vista sul mare superba: la scelta di preferire la strada sterrata trova ragione d’essere nell’esperienza che si prova pedalando agevolmente accanto al mare.

L’asfalto lo si ritrova sul lungomare Biscione, fino a deviare nell’entroterra tra campi di vite e raggiungere la periferia di Mazara del Vallo, con strade in buono stato ed un traffico più che accettabile. In via Vittorio Veneto 172 si trova sul lato opposto della strada un punto bici (Giammybike sas, 0923 1957491 e 320 4008523giammybike@tiscali.it).

A Mazara del Vallo è piacevole perdersi nei vicoli del centro storico, di facile percorrenza e grande fascino, fino a riguadagnare il lungomare.

Superata Mazara del Vallo si continua costeggiando il mare e, forse, si affronta il tratto più affascinante: la strada corre a ridosso del mare e permette di apprezzare da vicino le frequenti piccole baie profonde alcuni metri scavate con le onde nella friabile terra, dando vita ad emozionanti insenature.

Lo spettacolo continua sempre lungo la SP38, raggiungendo Campobello di Mazara, preceduto da una torre saracena a bordo strada, e chiuso da capo Granitola e dal faro, che non raggiungiamo in quanto ai suoi piedi termina la strada litoranea.

A questo punto si abbandona il lungomare, ma per poco: in località Trefontane lo si ritrova, e questa volta è la profonda spiaggia di fine sabbia a togliere il fiato e, se soffia vento dal mare, a sporcare le ruote.

Percorso il borgo Tre Fontane si abbandona definitivamente il lungomare e si guadagna l’entroterra che, nel tratto iniziale, offre alla vista sterminati campi di ulivo. Con l’entroterra la strada (SP56) inizia anche un saliscendi che non presenta particolari difficoltà: le brevi salite sono tutte contenute entro pendenze del 5%.

Gli ulivi si alternano poi a vigneti, campi coltivati ed eucalipti (questi ultimi gettano un po’ di ombra sulla strada). Arrivando fino quasi a Selinunte e alla vicina riserva della foce del fiume Belice, si guadagna il comune di Menfi, tutto in salita, e con un’ultimo sforzo si giunge a Casa Mirabile (breve tratto sterrato all’ingresso della struttura): lo sforzo fatto per salire trova pronta ricompensa nel panorama che guarda il mare.

Tappa lunga, circa 110 chilometri, completamente pianeggiante, con l’esclusione degli ultimi chilometri, quando si lascia il mare e, di seguito, si raggiunge Menfi per spingersi fino a fine tappa, ma sempre con salite brevi e poco impegnative. Allo stesso modo si può dire che tutto il percorso è privo di ombra.

Costante della tappa è il mare.

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